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Layout

Tre consigli sul layout per rendere il vostro corso più leggibile

Il layout è la prima cosa che uno studente vede, prima ancora di leggere una sola parola dei tuoi contenuti. Se la struttura è corretta, tutto il resto diventa più semplice. Se invece è sbagliata, anche un buon materiale si trasforma in un lavoro faticoso.

Queste tre abitudini fanno la maggior parte del lavoro:

  • Utilizza titoli veri e propri, in un ordine logico
  • Assegna a ogni sezione un titolo significativo
  • Crea elenchi puntati e numerati corretti

Utilizza i titoli e mantienili in ordine

I titoli non sono solo testo più grande e in grassetto. Quando contrassegni qualcosa come titolo nel tuo editor, crei un elemento strutturale su cui fanno affidamento i lettori di schermo, gli strumenti di ricerca e le mappe del sito dei browser.

È proprio questo che trasforma la consapevolezza in azione. Un utente di uno screen reader naviga tra i titoli proprio come tu faresti con un indice. Se elimini i titoli, dovrà ascoltare l’intera pagina dall’inizio per raggiungere una sezione. È la differenza tra un salto di due secondi e una faticosa ricerca di due minuti. Quindi non simulare mai un titolo con il testo in grassetto e non saltare mai un livello nella gerarchia.

Ecco come funziona nella pratica:

  • In Moodle, i titoli delle pagine e delle sezioni occupano già i livelli di intestazione più alti, quindi i tuoi contenuti di solito iniziano dall’Intestazione 3. Impostala dal menu degli stili di paragrafo invece di selezionare il testo e ingrandirlo o metterlo in grassetto. Il risultato visivo può sembrare lo stesso, ma solo una vera intestazione viene visualizzata quando un utente di uno screen reader elenca le intestazioni per navigare.
  • Immaginate un argomento in cui ogni sottosezione sia semplicemente testo in grassetto da 18 punti. Per uno screen reader si presenta come un unico lungo blocco indiviso, senza alcuna possibilità di passare da una parte all’altra. Contrassegnate “Mitosi” e “Meiosi” come titoli sotto “Divisione cellulare” e lo stesso studente potrà passare direttamente alla sezione che desidera.
  • In un testo di 4.000 parole i cui unici “titoli” sono righe in grassetto, un utente di uno screen reader che richiama l’elenco dei titoli ottiene un elenco vuoto. Non c’è quindi alcuna scorciatoia per la parte di cui ha bisogno, quindi deve ascoltare dall’inizio. I titoli veri e propri trasformano quella faticosa lettura in un paio di pressioni di tasti.

Per approfondire l’argomento, ecco due riferimenti:

Scrivere titoli significativi

Un titolo dovrebbe comunicare agli utenti qual è il contenuto, non dove si trova. “Sezione 1” e “Argomento 4” descrivono una posizione e nient’altro.

Gli utenti decidono se aprire qualcosa basandosi esclusivamente sul titolo, che si tratti di un elenco di intestazioni, una notifica, un risultato di ricerca o il nome di un file. Un titolo che indica solo una posizione li costringe ad aprirlo per scoprire di cosa si tratta. Moltiplicate questo effetto per l’intero corso e avrete fatto fare a tutti un lavoro in più, soprattutto a chi si affida all’elenco delle intestazioni di uno screen reader. Mettete la parola utile per prima.

Alcuni esempi concreti:

  • «Argomento 4» indica allo studente solo dove si trova il contenuto, non di cosa tratta. Rinominatelo «Argomento 4: calcolo della deviazione standard» e l’argomento sarà chiaro a colpo d’occhio. Questo aiuta chiunque stia scorrendo un elenco di intestazioni, un risultato di ricerca o un menu dei contenuti.
  • Un thread del forum intitolato “Leggi questo!” non dà alcuna indicazione su cosa tratti. “Linee guida per la presentazione del progetto di gruppo” lo comunica al lettore prima ancora che lo apra. Chi sta scorrendo una lunga lista di notifiche può così decidere a cosa prestare attenzione per primo.
  • I file denominati “Documento1” e “Documento2” costringono le persone ad aprirli uno per uno per scoprire cosa contengono. Rinominandoli “Lista di letture, settimana 3” e “Lista di controllo per la sicurezza in laboratorio”, il nome stesso svolge la funzione. Il risparmio si accumula nel corso di un modulo pieno di allegati.

Due risorse che vale la pena leggere:

Crea veri elenchi puntati

Un elenco che sembra un elenco non è sempre un elenco. Digitare un trattino o un asterisco all’inizio di alcune righe conferisce l’aspetto di un elenco senza però garantirne la struttura.

Un elenco corretto indica alle tecnologie assistive quanti elementi ci sono e permette all’utente di scorrerli uno per uno o di saltarli tutti. Se lo si simula, l’utente perde il conteggio e la struttura, e il contenuto viene letto come un’unica frase senza interruzioni. Inoltre, l’elenco si disgrega nel momento in cui qualcuno modifica la dimensione del testo o lo copia altrove. Utilizzate i pulsanti per gli elenchi puntati o numerati nel vostro editor: quelli numerati per i passaggi che si susseguono in ordine, quelli puntati per gli elementi senza sequenza. Mantieni la punteggiatura coerente, quindi o ogni voce termina con un punto oppure nessuna di esse lo fa.

Ecco come si presenta:

  • Tre righe che iniziano ciascuna con un trattino digitato sembrano un elenco ma non hanno alcuna struttura sottostante. Uno screen reader le legge come testo normale, senza conteggio e senza modo di saltare il gruppo. Selezionate le righe e utilizzate il pulsante dei punti elenco: diventerà un vero elenco che si presenta come tale.
  • Utilizzate un elenco numerato quando l’ordine è importante, come in una procedura di iscrizione in cui il secondo passo dipende dal primo. Utilizzate un elenco puntato quando le voci non hanno una sequenza, come una serie di letture consigliate. La scelta dell’elenco corretto indica al lettore se la sequenza fa parte del significato.
  • Un elenco digitato con un carattere di elenco all’inizio di ogni riga appare identico sullo schermo a un vero elenco. Viene comunque letto come testo semplice, quindi la struttura è un’illusione. Il pulsante “elenco” è l’unica cosa che lo rende un vero elenco navigabile dalle tecnologie assistive.

Due risorse per approfondire l’argomento: